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Breve panoramica sula stagione sportiva 2017/18...

 

Sono passati più di 3 mesi dall’ultimo nostro incontro e sono successe così tante cose, che risulta quasi difficile ricordarle e commentarle tutte. Molte 

di queste le vorremmo proprio dimenticare, perché mai come nelle scorse interminabili settimane abbiamo assistito al susseguirsi di risultati negativi e, soprattutto, di prestazioni incolori, che hanno portato la nostra squadra a sprofondare sino all’ultimo posto in classifica, disonorevole per una società vincente come la nostra. Una dozzina di settimane durante le quali si è concretizzato sul ghiaccio veramente troppo poco di quanto dichiarato a inizio stagione dall’allenatore italo-canadese Pat Curcio: "Vorrei improntare la squadra su un gioco veloce ed emozionante, con giocatori giovani e motivati che vogliono migliorare ogni giorno insieme come squadra”, “Sarà per me un'occasione per poter aiutare l’hockey italiano e soprattutto i migliori giocatori italiani a crescere...". 

Ci abbiamo creduto! Abbiamo condiviso le valutazioni della società, che dichiarava in maniera convinta di aver allestito, con molta probabilità, una delle squadre più forti degli ultimi anni, nonostante il solito limitato budget rispetto alle concorrenti. Abbiamo aspettato con pazienza di vedere il frutto del lavoro dell'allenatore, ovvero una squadra in grado di esprimere un gioco propositivo ed incalzante, basato sulla velocità e la tecnica. Tuttavia le speranze nel corso delle settimane si sono affievolite sino a dissolversi.

Emblematica in questo senso è stata la partita del 29 settembre a Graz, dove i Foxes, prima avanti per 5:1 e poi per 7:4 a 6’30” dalla sirena, riuscivano nell’impresa di perdere la gara all'overtime. 

D'accordo, la "pesca" Oltreoceano non sempre si può rivelare fruttuosa, anche se, nel quadriennio trascorso nel torneo EBEL, la dirigenza biancorossa ha sempre svolto in tal senso un ottimo lavoro e a conferma di ciò sono i molti giocatori che, proprio grazie al Bolzano, hanno iniziato una remunerativa carriera da professionisti nel Vecchio Continente (Sharp, Piché, Schofield, Flemming, Broda, Vause, Pollastrone, Reid, ecc.). Quello che aveva di più impressionato negativamente era stata però l'assenza di quell'esplosivo mix di orgoglio, grinta, coraggio, sacrificio e cuore che ha da sempre contraddistinto le Volpi, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Dopo quella sconfitta si sono succedute inesorabilmente altre analoghe giornate, scandite dalla presenza sul ghiaccio di una formazione senza idee e tranquillità e con la fiducia che progressivamente andava scemando di pari passo con il rendimento.

Nonostante le evidenti difficoltà e l’ultimo posto della graduatoria i tifosi biancorossi non hanno girato le spalle, continuando ad affollare il PalaOnda così come la Curva ha sempre cercato di dare il suo caloroso apporto alla squadra, forse come non mai. Ci sono state delle giuste prese di posizione, ma con l'unico obiettivo di spronare i giocatori a dare il massimo. 

Il 27 ottobre è arrivato poi, come un fulmine a ciel sereno, il grave infortunio di Austin Smith, che ha condizionato tutto l'attacco. La dirigenza, tre giorni dopo, confermando la sua fiducia all'allenatore, avvalorava la sostituzione di un indiscusso beniamino della Curva come Marcel Melichercik, il quale, rimasto senza un valido secondo (anche qui per colpa di un infortunio che ne aveva compromesso la preparazione atletica fin dal ritiro di Vipiteno) e poco supportato da una squadra troppo sbilanciata in avanti, aveva sino a quel punto faticato ad entrare in forma (90,1% di parate). Il "taglio" però non era gradito alla maggior parte dei tifosi, memori della stagione precedente: il difficile debutto contro l'Innsbruck (69,2%), la discreta prima fase della  stagione regolare (90,9%), e, tralasciato il deludente Master Round giocato dall'intera squadra, l'esaltante play-off (93,3%), che aveva portato i biancorossi ad eliminare gli "odiati" Linzer e a combattere ad armi pari in semifinale con una supercorazzata come il Vienna. Il sostituto dello slovacco, il canadese Matthew Climie, non si rivelava un buon affare, considerato che già alla prima partita accusava dei crampi ed il giorno seguente si infortunava ai legamenti durante una sessione di allenamento. Arrivava quindi a difendere la porta il ceco Jakub Sedlacek che, nonostante si dimostrasse una buona alternativa, non riusciva a cambiare le sorti della squadra. L'attacco era rinforzato con Sointu e Miceli, ma si perdevano chili in difesa con il grave infortunio patito da Matthew Clark. Infine arrivava il probabilmente  tardivo esonero di Pat Curcio, sostituito con  l’esperto Kai Suikkanen. Il finlandese, dopo qualche settimana di lavoro, stravolgeva il sistema di gioco del Bolzano, affidandosi a degli schemi meno innovativi, ma più collaudati e soprattutto tatticamente più accorti. Riusciva inoltre, anche a livello psicologico, ad infondere sicurezza e fiducia ai suoi uomini, tanto che, nonostante le "pesanti" assenze, si tornava a rivedere il Bolzano vivace e combattivo di sempre. Anche il nuovo portiere Tuokkola contribuiva al miglioramento del rendimento. 

Il cambiamento di rotta appare ahimè troppo tardivo per riuscire ad agganciare il 6° e ultimo posto utile per assicurarsi la qualificazione ai play-off e molto probabilmente il Bolzano sarà costretto a disputare il girone "basso". La speranza è che abbia finalmente termine la catena di infortuni e squalifiche, perché a ranghi completi le chance dei biancorossi di qualificarsi per la post-season appaiono ad ogni modo alte. Dal vecchio cuore biancorosso ci arriva l’urlo che aspettavamo di sentire: “Sono ancora vivo!” e comunque vada, l’unica certezza è che il pubblico del PalaOnda ha finalmente ritrovato la sua amata squadra. Dobbiamo sempre credere in chi siamo. E non importa nient'altro...

Aspettiamo insieme un felice anno nuovo e auguriamo buon hockey a tutti! 🇵🇱♥️🇵🇱🦊🇵🇱

 

by Mr. Fox & Andy.

 

I'm still alive...

Forever trusting who we are , and nothing else matters...