Mr fox champions

A un mese esatto dalla vittoria del 2° trionfo in EBEL un abbraccio fraterno a tutti i cuori biancorossi. 

Ci eravamo lasciati addirittura in chiusura di 2017 e con così tante cose già successe nella prima parte dell’annata (vedi resoconto al 31/12/2017 http://www.hcbfans.net/index.php/fantastic-mr-fox/300-fantastic-mr-fox-30-dobbiamo-sempre-credere-in-chi-siamo) fra cambi di portieri e dell’allenatore ma con due punti fermi, da sempre ricorrenti nella nostra storia sportiva, perché insiti nella nostra natura, nel nostro DNA: con l’aiuto determinate di un grande coach, stavamo dando segnali importanti di vitalità e forse i ragazzi, respirando l’aria degli spogliatoi del PalaOnda ormai da qualche mese, hanno incominciato veramente a credere che vestire la maglia del H.C. Bolzano fosse un po’ come indossare il mantello di Superman...😉😎. Tantissimo è stato oramai scritto su questa ultima incredibile avventura della nostra squadra, a partire dai puntuali resoconti del nostro Riccardo, sottolineando innumerevoli episodi che resteranno nella storia di questa ennesima impresa. Pur sfuggendo l’accesso al pick-round, il tattico finlandese aveva inequivocabilmente ridato fiducia alla sua squadra, portandola, punto su punto, al nono posto alla fine della prima fase, cosa che ha portato due preziosissimi punti bonus cruciali per il successivo qualification-round. Fra gli episodi da menzionare, come non fare riferimento al “tuffo” di Markus Gander nella gara interna contro i Red Bulls che il 3 gennaio ci permetteva di aprire l’anno nuovo con 3 punti che hanno sicuramente avuto il loro peso nel computo finale per la nostra classifica?

Direi di menzionare ancora la gara di Székesfehérvár nella penultima giornata del turno di qualificazione, con il successo per 1-3 nel duello diretto "da dentro o fuori", i biancorossi si guadagnavano così la chance di poter raggiungere i quarti di finale, anche se all'ultima giornata del quali-round le volpi avevano bisogno ancora di un punto nell'ultima partita da giocare il 4 marzo contro l’ HC Orli Znojmo per staccare il biglietto per i playoff. Tutti ci ricordiamo ancora lo choc dello 0-3 dopo i primi 20’. 

Credo che dal momento del 1-3 di Dominic Monardo al 28’ sia iniziata quell’incredibile serie che ha caratterizzato la nostra “march madness” che si sarebbe conclusa sette settimane più tardi con il titolo di Campioni!

Lo scetticismo, dovuto ad un andamento stagionale caratterizzato da frequenti cali di concentrazione, stranamente suggestionava forse di più molti dei supporters biancorossi piuttosto che i nostri avversari, a tal punto che le 3 corazzate del torneo hanno accuratamente evitato di scegliere la squadra entrata quasi per caso nei playoff. E allora, quasi a conferma di ciò, si va subito a vincere a Klagenfurt che poi risponde a sua volta con 2 vittorie. Ma quando il Bolzano si sente di essere quasi in un angolo... risponde con 3 vittorie consecutive l’ultima delle quali impreziosita da un sontuoso shutout. 

Vienna prova a sottolineare in modo perentorio il ruolo di favorita facendo registrare una netta vittoria (4-0) cercando di imporre la legge dei campioni in carica e dominatori della stagione regolare. Suikkanen dà una bella registrata alla difesa, coadiuvato da un Tuokkola in grado di dare grande affidabilità e sicurezza a tutto il reparto e arrivano 4 vittorie consecutive. 

E così la replica (qualcuno aveva provato a chiamarla vendetta...) della finale 2014 è servita.

Come nei quarti di finale, i Foxes hanno strappato il vantaggio casalingo nella prima partita, tuttavia il Salisburgo pareggia subito la serie nella seconda partita casalinga. Kai Suikkanen ancora una volta modifica la tattica spingendo la squadra ad un gioco più offensivo. E con ottimi risultati. Nella terza partita i biancorossi allungano vincendo 4-2 a Bolzano, prima che Salisburgo impattasse di nuovo il giorno successivo. Gara 5 è una partita incredibile che si risolve solo al OT per 6-5 ma è già match puck per le “lattine”. Non per la prima volta nella stagione Bolzano è con le spalle al muro ma ancora in piedi e ancora una volta con la risposta giusta. Un 6-3 spettacolare ha portato la serie finale in una gara sette decisiva a Salisburgo. 

E all’Eisarena, come quattro anni fa, l'HCB Südtirol Alperia ha festeggiato il titolo di Campione con una vittoria per 3-2.

E adesso, cosa resta da dire se non ringraziare. Ringraziare per aver vissuto delle grandissime EMOZIONI, dicendo grazie ai giocatori che hanno dimostrato di essere i più forti, sbaragliando in sequenza 3 delle compagini più accreditate del torneo. Grazie al solito Dr. Knoll per aver allestito questa squadra, coadiuvato da Pat Curcio (ma si... un grazie va volentieri anche a lui) ma anche per aver deciso di sollevarlo dell’incarico ancora in tempo per chiamare sulla panca biancorossa il mago di Parkano (altro spessore). Un grazie a chi non ha potuto partecipare in prima persona al sogno fino in fondo come Gander e Stefano Marchetti e anche a suo fratello Michele che spesso si è seduto in tribuna senza polemiche, alla matricola Schweitzer e a Jake Smith. A tutto lo staff biancorosso che ha lavorato sodo dietro le quinte (accompagnatori, attrezzisti, fisioterapisti e medici - fondamentale il recupero del gigante Clark e anche quello parziale di Smith) e  per finire con coach Suikkanen e Alex ma senza dimenticare NESSUNO. Insomma a tutti GRAZIE, compresi NOI , a partire da chi si è sgolato senza tregua per tutta la stagione in CURVA, a chi ha fatto un numero, grande o piccolo che sia, di trasferte con l’unico scopo di non lasciare mai soli nostri ragazzi. A chi ha riempito le tribune del PalaOnda facendo registrare il record di presenze a Bolzano nei 5 anni di EBEL.

Scrivevo come titolo nell'articolo di fine anno “Dobbiamo sempre credere in chi siamo”. Ecco, questa è stata forse la vera, grande sentenza che ci dovrà rimanere di questa pazza e indimenticabile stagione sportiva. Perchè noi siamo questi, non servono tanti soldi, serve la passione che a noi non manca mai, che ci fa intendere lo sport in maniera diversa, che ci fa tifare battendo le mani e cantando, senza tamburi o disc jockey, che ci fa conoscere e stare al fianco di persone che non conoscevamo prima, che ci fa condividere viaggi interminabili. Perché forse la vera forza del Bolzano è questa sorta di unione fra la città e la sua squadra che ha fatto sì che in questi 5 anni di crescente entusiasmo sia andata creandosi una comunità di persone che non vedono l’ora di andare al PalaOnda, che ci sia l’opportunità di stare insieme per affrontare e condividere una bella trasferta. In un positivo “confluire di migliaia di storie diverse in un’unica ossessione, quella per l'hockey su ghiaccio” ha scritto, cogliendo nel segno, qualcuno più bravo di me.

Siamo nati per lottare, per guadagnarci tutto con sacrificio e disciplina e “l’uomo dei sogni” Kai è la persona giusta per esaltare tutto quello che già fa parte della nostra storia e del nostro DNA. 

VOGLIAMO UNA SQUADRA COSÌ PERCHÉ NOI SIAMO COSÌ. 

FORTI INSIEME. GO FOXES!!!  A PRESTO.

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il vostro Mr. Fox.

 

P.S. Sapete che ormai ho questa consuetudine di accompagnare queste che non sono altro che (spesso confuse) riflessioni con delle canzoni che abbiano un qualche nesso con i concetti espressi.

Questa volta, anche in onore alla nostra vittoria, solo musica e testi italiani. E ho scelto una canzone conosciuta dalle volpi un po’ “più mature”, una per quelle di mezza età e una per i più giovani.

EMOZIONI ce ne sono state come non mai, e che SIAMO UN GRANDE, GRANDISSIMO SPETTACOLO non credo che nessuno ne dubiti più, a partire da i nostri avversari.

Qualche verso della canzone del Liga (qui sotto) è poi altamente significativo. Enjoy! 

Come vedi sono qua: 
monta su, non ci avranno 
finchè questo cuore non creperà 
di ruggine, di botte o di età...

...Non saremo delle star 
ma siam noi, con questi giorni 
fatti di ore andate per 
un weekend e un futuro che non c'è. 
Non si può sempre perdere 
per cui giochiamoci 
certe luci non puoi spegnerle. 
Se è un purgatorio è nostro perlomeno...

...Il patto è stringerci di più
prima di perderci. 
Forse ci sentono lassù. 
è un po’ come sputare via il veleno.

Urlando contro il cielo.