I precedenti tra HC Bolzano e HC Škoda Plzeň (di Podlosky)

Ancora una volta il Bolzano incrocia le stecche con la sua storia. D’altronde nell’anno in cui si festeggiano le 85 candeline di acqua sotto i ponti ne è passata e le storie legate al disco su ghiaccio bolzanino sono davvero tante.

Il turno degli ottavi di finale della Champions Hockey League metterà di fronte l’HC Bolzano e l’ HC Škoda Plzeň, che ai più anziani riporterà alla memoria un grande maestro di hockey quale è stato Jaroslav Pavlů.

Infatti non è la prima volta che la squadra boema varca le alpi. Era il 1969 quando in piena guerra fredda il Bolzano organizzò il consueto torneo internazionale di inizio stagione. Per l’occasione erano invitate il TJ Škoda Plzeň e il Tesla Pardubice entrambe impegnate, in quella stagione, nel secondo livello del torneo cecoslovacco.

In quegli anni la squadra bolzanina aveva abbandonato il filone nord americano per abbracciare quello cecoslovacco dove prendere "ispirazione" per sviluppare una nuova politica di formazione dei propri giocatori.

Già dal 1967 arrivò il primo vero allenatore: il cecoslovacco Alois Cetkovsky; prima di allora il Bolzano era uso avere allenatori-giocatori, mentre da allora si cercò un approccio più moderno.

Nella stagione 1968/69 vi fu un avvicendamento sul pancone con l’arrivo di Bohuslav Rejda, l’allenatore che per molti anni fu al Pardubice e che fece arrivare a Bolzano i primi giocatori dell’est come Frantisek Dum e Ivan Kalina per la prima stagione e poi nel 1969/70 Jiří Dolana (ex Pardubice) e Jaroslav Pavlů (ex Plzeň).

Proprio per gli accordi legati all’acquisto dei due forti giocatori cecoslovacchi, le rispettive ex squadre fecero vista al Bolzano per il trofeo internazionale Coppa Mille Miglia.

Bolzano e Plzeň prima del torneo, si affrontarono in un’amichevole a ranghi misti a fini promozionali giocata a Merano, che servì ad ambientare la squadra dell’est. Il risultato arrise ai cecoslovacchi per 8:11. Stesso finale scontato si ebbe per la partita ufficiale che fu vinta facilmente 3:8 (1:2,1:1,1:5) dagli ospiti, marcature biancorosse di Pichler, Benvenuti G., Barchetti.

Anche il trofeo prese la via di Plzeň visto che nel match clou il Tesla Pardubice dovette soccombere ai connazionali per 3:4.

 

RASSEGNA STAMPA

 

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 I ricordi di Jarolsav Pavlu (di Marco Marangoni – Alto Adige 04/05/2017)

«Fino a 30 anni non si poteva lasciare per nessun motivo la Cecoslovacchia, da poco invasa dai sovietici. Con il Pilsen siamo andati a giocare amichevoli in Germania, a Regensburg, e come altri giocatori, avevo preso anch'io contatti con la società. Ma nulla avevo firmato. Un giorno mi hanno convocato a Praga. Pensavo di andare a Regensburg e alla fine ho trovato l'offerta del Bolzano. Sono rimasto felicemente sorpreso. Quel giorno erano presenti i dirigenti Cappellini e Gino Camin. Il mio allenatore a Pilsen, Bohuslav Rejda era già da una stagione a Bolzano e voleva altri due cechi (l'altro era Jiri Dolana). A quel punto ho accettato».

«Sono partito con 50 stecche su misura per poter disputare la stagione. Non conoscevo la strada che avrei dovuto percorrere, non sapevo la lingua, non c'erano autostrade e mi era stato vietato il transito attraverso la Germania. Ad un certo punto del viaggio mi sono ritrovato tra i tornanti del passo Grossglockner. Non sapevo più dov'ero. Sono entrato in Italia dalla Val Pusteria. Arrivato a Bolzano, in piazza Verdi, ho trovato un vigile urbano. Gli ho chiesto dove fosse via Sant'Osvaldo, la strada dove c'era l'allenatore e l'appartamento. Ha provato a spiegarmelo, alla fine mi ha detto di seguire la sua moto e così sono arrivato a casa».

«Nel 1972 dovevo rientrare in Cecoslovacchia, il visto dopo tre anni era scaduto. I dirigenti del Bolzano mi hanno proposto di restare. Ho parlato di questa opportunità in famiglia. Mia moglie Slata era contenta, Martin (nato a Plzen nel 1962 ndr), che aveva da poco iniziato a giocare, anche e così ho accettato. Devo ringraziare Ander Amonn (all'epoca presidente del Bolzano) per tutto quello che ha fatto per me e alla mia famiglia. È stato lui a volermi in squadra, ad aiutarmi nelle pratiche per ottenere il passaporto e a trovarmi un posto di lavoro alla Coca Cola. Non potrò mai dimenticare quel periodo che era stato sequestrato. Una sera rientrando da Cortina stavamo cenando tutti assieme a Villabassa, poi è stato rapito».

 

PAVLU J

Jaroslav Pavlů con la maglia dell' HC Bolzano

 

 

LA SOCIETÀ HC PLZEŇ

L'attività della società nasce nel 1929 come sezione hockeistica del SK Viktoria Plzeň, nei primi anni ’50 approda nel massimo livello del campionato cecoslovacco dove il miglior piazzamento è il secondo posto nelle stagioni 1957/58, 1958/59 e 1991/92. Successivamente con la divisone del Paese prosegue la sua attività nel campionato ceco che riesce a vincere per la prima volta nella stagione 2012/13. A livello internazionale prende parte alla Continental Cup nel 1999/00 e a due edizioni della CHL. Gioca le partite interne alla Home Monitoring Aréna, impianto costruito nel 1950 (pista artificiale) e coperto nel 1969. La capacità dello stadio è di 8.236 posti (di cui 5 879 posti a sedere).

Come tutte le squadre cecoslovacche, lega il proprio nome agli sponsor o alle forme di governo sportivo susseguitesi nel tempo, infatti, nella sua lunga storia assume nomi diversi:

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L’attuale simbolo sociale è stato introdotto nel 2009, durante i festeggianti degli 80 anni di vita, ed è un omaggio alla 2nd Infantry Divison – US Army che liberò la città nella seconda guerra mondiale.Comunque il concetto d’indiano è ben radicato dato che il simbolo della Škoda (grande industria cittadina spesso legata alla società) è la “freccia pennuta”, che è appunto di origine indiana. Anche per questo vi è un doppio legame storico che lega la città agli indiani d'America.

2nd Infantry Divison – US Army

La 2nd Infantry Division ("Indianhead") è una divisione di fanteria dello United States Army. La sua principale missione è difendere la Corea del Sud nelle fasi iniziali di un'ipotetica invasione dalla Corea del Nord, in attesa di eventuali rinforzi dagli Stati Uniti. Nel 1943 la divisione fu inviata in Irlanda del Nord, mentre nel giugno 1944, fu coinvolta nello sbarco in Normandia. Liberò la città di Trévières e partecipò alla battaglia di Brest (settembre 1944). Nel marzo 1945 arrivò al Reno per proteggere il ponte Remagen. Il 4 maggio entrò nel territorio dell'ex Cecoslovacchia e pochi giorni dopo liberò la città di Plzeň.

 

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Logo della 2nd Infantry Divison – US Army

 

 

I PRECEDENTI TRA HC BOLZANO E HC PLZEŇ

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GIOCATORI DEL HC PLZEŇ CHE HANNO GIÀ AFFRONTATO IL BOLZANO

Se per i nostri giocatori attualmente a roster la squadra ceca è una novità, non si può dire per alcuni giocatori che militano tra i bianco-blu, questi sono i giocatori che già si sono visti di fronte i Foxes:

 

#50 Dmitri Milchakov – portiere bielorusso (32 anni)

Affrontò il Bolzano a Donetsk (Ucraina) nel gennaio 2013 in occasione della Super Final di Continental Cup nelle file del Metallurg Zhlobin.

In quell’incontro il Bolzano uscì sconfitto 1:0 ai rigori. Quindi il portiere non ha ancoro avuto il dispiacere di subire una rete dai binacorossi. Di quella partita nel nostro roster c'è solo Anton Bernard (Marco Insam non giocò perché infortunato nel precedente incontro con il HC Donbass).

Potrebbe non partire portiere titolare dato che giovane ceco (22 anni) Dominik Frodl che sta parando in campionato con oltre il 94%.

 

#13 Vaclav Nedorost - centro ceco (36 anni)

Giocò sempre contro di noi in quella Super Final ma nel HC Donbass. Era il capitano della squadra ucraina che quella stagione militava in KHL.

Noi perdemmo 3:0, suo l'assist del terzo gol. Avversari presenti sul ghiaccio Anton Bernard ed Marco Insam.

 

#81 Jaroslav Kracik - centro ceco (35 anni)

Venne al PalaOnda nelle file dei Landshut Cannibals il 24/11/2012 per la semifinale Continental Cup 2012/13.

La partita fu vinta 2:0 dal Bolzano davanti a 4.250 spettatori. Bernard ed Insam ovviamente presenti.